Molti italiani rischiano di perdere la propria pensione a causa di un particolare fattore, che fino a pochi anni fa era impensabile.
L’attuale sistema pensionistico italiano sta affrontando tantissimi problemi, alcuni dei quali riguardano l’aspetto economico, la denatalità e l’aumento dell’aspettativa di vita. Questi ultimi degradano infatti gli ingranaggi della macchina pensionistica dell’Italia, poiché non garantiscono al sistema di lavorare con efficienza. Uno dei problemi più gravi è senza dubbio la denatalità: partorire pochi figli significa quindi portare pochi lavoratori nel tessuto sociale.
E non solo: un popolo formato da pochissimi giovani che pagano le tasse e da tanti anziani che ricevono le pensioni non può avere un futuro roseo. Negli ultimi anni si è però aggiunto un ulteriore problema, che fino a poco tempo fa era considerato fantascienza.
Il rischio di perdere la pensione
Secondo un recente studio, il sistema pensionistico italiano potrebbe addirittura collassare a causa dell’intelligenza artificiale. Quest’ultima si sta diffondendo in qualsiasi campo: la maggior parte dei settori lavorativi vuole infatti assumere i famosi cervelli artificiali, in particolar modo per sostituire una parte dei dipendenti. Questa fantascientifica tecnologia ha inoltre il vantaggio di poter lavorare 24 ore su 24 e di svolgere in pochi minuti ciò che un umano farebbe in ore di lavoro. Si tratta quindi di una vera e propria rivoluzione tecnologica, che potrebbe cambiare il presente e il futuro di un intero paese. Tuttavia, il frequente utilizzo dell’intelligenza artificiale porterà sicuramente alla nascita di numerosi nuovi problemi.
Alcuni esperti del settore si sono posti la seguente domanda: se tutte le aziende assumessero robot dotati di AI, chi pagherebbe le tasse allo Stato? Oggi, la cosiddetta Irpef raccoglie infatti circa 200 miliardi di euro all’anno: l’80% arriva proprio dalla tassazione dei redditi da lavoro. Bisogna inoltre ricordare che il sistema pensionistico italiano ha bisogno di oltre 250 miliardi di euro per reggersi. In altre parole, la complessa macchina dello Stato funziona grazie ai lavoratori che lavorano e che pagano le tasse in base al proprio stipendio. Qualora una parte della forza lavoro dovesse disperdersi, il paese non riuscirebbe ovviamente a garantire il perfetto equilibrio tra entrate e uscite.
C’è però un altro fattore da non sottovalutare: l’invecchiamento del popolo italiano. La denatalità e l’aumento dell’aspettativa di vita accrescono il numero dei pensionati e ridicono quello dei giovani. Il futuro dell’Italia potrebbe quindi essere disastroso se subentrasse anche l’intelligenza artificiale in tutte le aziende sparse sul territorio italiano. In questo caso, lo Stato inizierebbe ad aumentare le tasse a tutti coloro che utilizzano i robot dotati di AI, con l’obiettivo di rinvigorire le casse il più possibile.
Tuttavia, nonostante gli enormi sforzi il governo non riuscirebbe comunque a recuperare la stessa somma che incassava annualmente nell’era pre-AI. Secondo gli esperti del settore, l’unica soluzione sarebbe quella di collaborare con gli altri Stati per creare una tassazione uniforme, che possa colpire le multinazionali.